EDITORIA
Trasformare l’imperfezione in volo
Per la raccolta di poesie inedite “Morire di more” di Filippo Carpanedo, ho cercato un’immagine capace di abitare il confine tra la ferita e la rinascita.
Il libro è uno sguardo sensibile sulla fragilità umana e sul coraggio di vivere con autenticità, trasformando l’acerbo e l’imperfetto in qualcosa di necessario. L’illustrazione nasce dal cuore dei versi, diventando una soglia visiva che invita il lettore a entrare in una narrazione fatta di carne, spine e orizzonti.
Nell’immagine di copertina, il fenicottero diventa metafora di una trasformazione necessaria.
È una creatura che trae forza proprio dal “difficile”: nutrendosi delle esperienze acerbe, le trasforma in colore e movimento.
Il becco nero e le sfumature cremisi delle ali segnano il passaggio dal dolore alla scoperta, dove la ferita smette di essere un limite e diventa il punto di partenza per raggiungere l’orizzonte.
Prima di giungere alla sintesi finale, il lavoro di progettazione della copertina si è snodato attraverso tre diverse suggestioni nate dai testi della raccolta:
L’Attesa tra le Spine
Un gioco di distanze tra due cespugli di more, dove un uomo e una donna si cercano. Una scena che incarna il dualismo tra bellezza e rischio, tra il desiderio di un passo verso l’altro e il timore di restare feriti dalle spine dell’esistenza.
La Notte Crucca
Una visione onirica dove una massa fluttuante a forma di mora domina il cielo. Rappresenta l’uomo di fronte all’ignoto e alla complessità delle emozioni: un contrasto vibrante tra il fascino del mistero e il timore di ciò che spaventa.
Il Volo della Resilienza (Scelta)
Ispirata alla poesia “Dice il doc”, questa proposta cattura il momento della trasformazione. Un fenicottero si solleva dall’acqua; le sue piume, cariche dei toni scuri delle more di cui si è nutrito, diventano il motore di un nuovo slancio.
Abbracciare la propria unicità significa scoprire che
anche il sapore più aspro può dare ali al domani.